IL POPOLARE CANTO

IL POPOLARE CANTO

Lisetta Luchini

CD Folk Note FN-007/RMR-548   2017

 Nel presentare questo CD, Lisetta fa una premessa importante che non sempre si usa fare, anche se chi si dedica alla riproposta del canto popolare, e il numero dei cosiddetti folk singer ci sembra che aumenti anno dopo anno, non sempre fa uso di certe dichiarazioni, per noi doverose verso chi ha speso tutta la sua vita nella ricerca, nello studio e nella conservazione di questo patrimonio che ogni civiltà possiede ma non sempre conserva, specialmente quelle che hanno accantonato le antiche culture per altre attività più redditizie. Una premessa che è allo stesso tempo dichiarazione d'amore:  "un omaggio al canto anonimo di tradizione che abili ricercatori hanno salvato dall’oblio registrando le voci degli informatori, che validi e fedeli musicisti hanno trascritto sul pentagramma e Mecenati, Editori o Enti hanno stampato in preziose raccolte dalla fine dell’Ottocento fino ad oggi. A noi dunque, il compito di “ricantare” e continuare la tradizione".

Giustamente Lisetta non fa l'elenco di questi pressoché dimenticati ricercatori, e nemmeno lo facciamo noi, citando solamente il primo, che è Niccolò Tommaseo,  e l'ultimo, Dante Priore di cui abbiamo inserito proprio in questo numero, un prezioso intervento.

Ci vorrà circa un secolo e mezzo prima che l'immenso  patrimonio del popolo fosse riconosciuto a livello internazionale come "bene immateriale" da proteggere come i monumenti.

Dei quattordici brani proposti alcuni, come il primo e l'ultimo sono inediti, scritti e musicati di recente, frutto di quel lavoro, come lo chiama Lisetta, che caparbiamente vuol riportare "il popolare canto" all'attenzione di un pubblico che ancora lo segue e lo ama. Inediti anche due canti di area maremmana (Roccalbegna e Prata) che le antiche voci di Osea Belluci Goretti e Nella Franceschi avevano generosamente offerto al magnetofono del ricercatore.

Altri brani quasi sconosciuti sono stati ripescati dai "panieri dei merciai" (l'espressione è dello scrittore pistoiese Giuseppe Arcangeli, sacerdote liberale e amico di Giuseppe Giusti), come Sei bimbe a vendere, pubblicato in un elegante librettino degli anni Venti ad uso delle scuole. Non manca infine un omaggio al canto sociale della tradizione anarchica e ad una brava cantante, Grazia Maria Fei, ingiustamente dimenticata.

Un ultimo apprezzamento per la bella copertina del pittore Antonio Donati di Motteggiana, che ritrasse Lisetta in occasione della sua prima partecipazione al Concorso Nazionale Giovanna Daffini. (A.Bencistà)

FOLK NOTE eredita la passione e la competenza nel settore di PEGASUS RECORDS, etichetta indipendente nata nel 2003 in seno alla Semper Editrice di Firenze. In attività fino al 2011, la PEGASUS ha pubblicato CD di alcuni artisti toscani rappresentativi ispirati all'autenticità delle radici regionali. Narciso Parigi, Caterina Bueno, Lisetta Luchini, Dodi Moscati, Coro degli Etruschi, Eugenio Bargagli, ma anche a nuove iniziative come quella dell'Orchestra a Plettro Ottocento Toscano o la Tazza di Arianna. Senza dimenticare le preziose testimonianze come la raccolta dedicata alle nacchere toscane.

FOLK NOTE intende proseguire sulla stessa strada delle tradizioni toscane sia di estrazione rurale che urbana.

FOLK NOTE si può far carico di tutti i dettagli della produzione dalla registrazione, all'editing e al mastering, alla grafica per CD o Vinili, riprese Video per trailer o master per DVD, compresa la distrubuzione in collaborazione con RadiciMusic.

 

                                              *************************

La Maremma inCanta

Il gruppo, fonndato nei primi anni '70 dal poeta popolare Morbello Vergari (scomparso nel 1989) interpreta, attraverso la musica e le canzoni della tradizione maremmana, gli aspetti più vivi ed autentici del folklore toscano.

Il primo motivo dell'aggregazione è stato quello di riproporre l'usanza del "maggio" - canto augurale di primavera - che ancor oggi si presenta con le sue molteplici facce, ma che in quegli anni rischiava di scomparire completamente. Il Coro è divenuto pertanto uno dei rari esempi del folklore canoro che si lega direttamente al filone della tradizione popolare, mantenendo viva l'autenticità del tessuto culturale del mondo contadino ed operaio di questa terra, dell'impegno civile e democratico della sua gente. Dopo aver compiuto una ricerca sulle espressioni musicali della maremma grossetana, pubblicata nel libro "Canti popolari in maremma" (a cura di Corrado Barontini, Morbello Vergari, Finisio Manfucci), dal 1974 ripropone con i suoi spettacoli, un repertorio vasto di canti popolari, musica da ballo, poesie in vernacolo, mantenendo nella comunicazione il carattere tradizionale dei testi proposti. Si tratta di serenate, rispetti d'amore, stornelli, canti d'osteria, canzoni a contenuto sociale, canti narrativi, rappresentazioni del calendario contadino. La riproposta canora si completa con alcuni brani innovativi composti nella seconda metà del '900, che rendono conto della forte radicalità della cultura tradizionale di questo territorio.

Fisarmonica e chitarra classica insieme alla riproposta di strumenti antichi e desueti quali le nacchere, fanno da sfondo alla interpretazione dei pezzi musicali. Il gruppo che ha partecipato alle più importanti rassegne etnomusicali in Italia e in Svizzera e a trasmissioni televisive, si compone attualmente di una decina di elementi.

 

                                                ********************************

Toscana in Musica

Un doppio CD, questo, assolutamente da ascoltare (e da assaporare) per appassionati e conoscitori della musica popolare. Ma anche - e forse di più - da ascoltare per chi avesse, ancora, dei preconcetti (duri a morire) verso questo repertorio, pure di ricchezza sconfinata.

Per chi, con snobismo assurdo, storcesse il naso di fronte a musica come questa. Ascolti anche solo tre o quattro brani di uno dei cd, e scoprirà in pieno, sorpreso, la profondità di un mondo poetico e musicale di cui la voce e la sensibilità colta di interprete di Lisetta ci fanno avvertire tutto lo spessore davvero di opera d'arte. La drammaticità amara, il senso di disperata, tragica contemplazione di un destino fatale, la scontrosa reticenza, propria di indole toscana, con cui si disvela un dolore, o una sventura, alla quale ci si è rassegnati, inchinati ma come con durezza e soffocata ribellione (ed anche questo è profondamente toscano...). Tutto questo c'è, in queste canzoni, ora antiche, ora più recenti, e tutte - in qualche modo - senza tempo. E ancora, ecco il segno di un lirismo familiare e come immediato, ma autentico, intenso, quasi toccante. In brani meno noti, ma anche in alcuni famosissimi, come certi storici successi di Odoardo Spadaro, che forse occorre provare e sentire come per la prima volta: con l'effetto di restare, inevitabilmente, commossi. Provare per credere.

Tutto questo, non si può negare, c'è, e non solo nei testi, ma anche nella musica, nelle delicate sfumature o nel vigore a tratti lancinante del canto di Lisetta, che lei sorveglia con la precisione e l'attenzione studiatissima di un musicista "classico" (quale lei è, con la sua formazione di Conservatorio e i suoi studi e il suo rigore di musicologa).

E c'è - alla fin fine - in questo viaggio nel canto popolare toscano, tutta l'anima di una civiltà di una cultura, per nulla "semplice" ma raffinata, anche, certo, nel suo gusto per il divertimento, per l'allusione salace e per l'uscita beffarda. Anche questo restituito con efficacia, oltre che con humour e autentica, graffiante "toscanità" e spirito che è, inevitabilmente, quello giusto. (Francesco Tei).

 

                                    ********************************************

Lisetta Luchini ... E compagnia

All'amore c'ho fatto e ci fo, canta e proclama - appassionata, ironica, un po' ribelle - lei, Lisetta, nella prima canzone di questo CD. E questa canzone è come lei: scanzonata, beffarda, struggente, dolorosa, appassionata - appunto - una donna e un'artista che si propone, ogni giorno, così com'è, vera, autentica, dicendo e proclamando quello che pensa, che ama, che sente in ogni momento. Senza fingere. E' lei, come cantante e musicista (popolare e colta insieme) ma anche come persona, che chi ascolta avrà la fortuna di incontrare in questa incisione, scoprendola pian piano, se si lascerà conquistare dall'ascolto e dalla sua voce.

Una voce che qui attraversa emozioni, sentimenti e umori diversi. E di Lisetta Luchini "così com'è" fa parte anche il suo rapporto, vero e profondo, mai freddamente professionale, con i sui "compagni" di musica: quelli che ha voluto accanto in questo CD, con cui esplora e ci rivela mondi diversi, atmosfere capaci di divertire o di affascinare, commuovere o - perché no - entusiasmare.  Facendo anche capire quanto sia vasto, per non dire sterminato, l'universo creativo e poetico della musica popolare, che si fa tenerezza o scherzo, confessione intima o racconto di verità, esplosione di energia vitale o di sofferenza. (Francesco Tei).

 

                                              *************************************

Cantastorie in Maremma

Ballate, melodie, suoni della piazza che si anima. Le voci, la musica di un organo che suona e le nacchere che segnano il tempo di una polka. Ecco i cantastorie con i loro strumenti musicali pronti all'azione... Il cerchio della gente si raduna per sentire e vedere quel che accade: sembra proprio che il tempo abbia creato una nicchia di armonie...

La storia cantata non ha perso il mordente emotivo perché è vera e fantastica insieme. Val la pena di ascoltare il moderno "giullare" che racconta ampliando la voce coi mezzi moderni. Ben poco è cambiato: il Medioevo è lì, nella piazza, dove tutto si lega al coraggio di ascoltare e di esporsi per sapere notizie e pareri.

Il cantastorie parla di amore e di morte, di avventure e passioni. Così il tempo attuale si congiunge all'antico e la voce riprende a filare il tessuto che lega le storie fra loro.

Eugenio accompagna la voce espressiva e suadente della figlia Mirella e ricama gli accordi con l'abile suono che separa le strofe... Nel curioso libro senza pagine si legge il mestiere dell'ingegno. Viaggiatori, pellegrini, mercanti ... uomini e donne degli incontri occasionali si fermano a sentire. Quel girovago cantore che percorreva le strade armato di foglietti e ricordini di qualche novità da chincagliere è arrivato fino a noi portando il suono e la parola. E' una vera fortuna ascoltarli cantare. Lo spettacolo che propongono Eugenio, Mirella e David ci riporta un po' indietro nel tempo, ma il tempo non si è fermato.

In un'epoca di straordinaria accelerazione dei linguaggi, l'espressione popolare del canto a storia si è adeguata al mercato trasformando i fogli volanti in dischi, cassette, CD. Padre e figlia ci aprono milte finestre facendoci vedere e sentire che, pur attraverso le contaminazioni culturali, il cantastorie è riuscito a mantenere ancora intera la propria identità di genere... (Corrado Barontini). 

 

                                           **********************************

Ottocento Toscano

In questo CD vengono proposti sia brani del repertorio popolare toscano appositamente arrangiati, che composizioni del periodo d'oro del mandolino in Italia (dalla seconda metà dell'Ottocento alle prime decadi del Novecento).

Il repertorio è inoltre arricchito da contributi originali, che mantenendo lo stile e l'armonie dell'epoca, si integrano con le creazioni di allora, forti della continuità comunicativa che solo la musica riesce a dare.

L'ascolto di ogni brano ci porta indietro nel tempo e ci fa rivivere l'emozione di una serenata cantata sotto ad un balcone o il dramma di un amore che è destinato a finire, dipingendo attorno a noi un paesaggio fatto di colori veri e di profumi ormai perduti. 

 

                                           *********************************** 

Narciso Parigi, rispetti, ninne nanne stornelli

Una prova da autentico folk singer, che ci regala con timbro morbido, eppure vibrante, uno spaccato della tradizione toscana vivace e vitale come non mai. Nell'album si fondono alla perfezione varie atmosfere che ripercorrono in maniera sorprendentemente attuale le radici del nostro folk.

Narciso, che non ha mai nascosto grande affetto per la sua terra, con fierezza e poesia è stato l'alfiere della musica italiana, ed anche di quella popolare toscana, nel mondo. Il CD contiene un prezioso scrigno, pezzi che riportano in primo piano la Firenze e la Toscana com'era: bella, ironica, sferzante. Ascoltando tornano in mente tradizioni e visioni d'antan: dalla magia delle veglie agli irriverenti rispetti, dai canti d'osteria agli irriguardosi stornelli fiorentini, dalle suadenti ninne nanne ai tresconi, dalla poesia estemporanea dei contrasti in ottava rima alle quartine, dai canti più amati della tradizione anarchica alle canzoni d'autore del repertorio classico.

Il bello di questa operazione della Pegasus è che non si limita ad una azzeccata compilation popolare d'autore, resa viva da una delle più grandi voci della melodia internazionale, ma rappresenta un brillante progetto originale in gran parte dedicato a esecuzioni e arrangiamenti inediti che rendono ancora più palpitanti e contemporanei i brani interpretati da Parigi.

Il CD edito dall'etichetta indipendente fiorentina Pegasus ha il pregio di recuperare alcune perle del più prezioso repertorio popolare: canti leggendari, come "Maremma amara", "Caserio", "L'esiliato (Già allo sguardo)", fino all'intrigante versione di "Adelina", la canzone popolare che Parigi, rielaborando testo e musica, ha portato al successo in America. (Giovanni Ballerini). 

 

                                                ************************************

Caterina Bueno e Coro degli Etruschi dal vivo Firenze (FLOG) 1975

"Da un microfono collegato ad un piccolo registratore non si poteva chiedere di più! Questo CD può essere considerato un vero e proprio ... disco "pirata" come si dice in gergo ma ... assolutamente fedele e autorizzato.

La valenza del suo contenuto supera di gran lunga quella delle caratteristiche tecniche. Suoni, voci ed emozioni che riaffiorano dal lontano 25 novembre 1975, quando a Firenze, nell'Auditorium del Centro FLOG (Fondazione Lavoratori Officine Galileo), Caterina Bueno con il suo Canzoniere Popolare Toscano e il Coro degli Etruschi di Morbello Vergari, dettero vita a questo spettacolo. 

Un evento che, insieme ad altri, in quegli anni stigmatizzava la riscoperta dell'autenticità delle radici della tradizione orale toscana. Radici antiche, ricche di significati, espressioni anche di riti legati al vivere quotidiano (le ninne nanne ad esempio) o agli importanti eventi della vita, felici e no, (quali la nascita, il matrimonio, la morte, le lotte)". (L'editore Paolo Casini).

"Se è possibile, a distanza di tanto tempo, ascoltare le voci e i suoni del concerto di quella serata indimenticabile, questo lo dobbiamo a Mario Galasso. Il suono e il clik del suo registratore avviò l'apparecchio per incidere lo spettacolo.... La voce della cantante folk Caterina Bueno si alternò a quella del Coro degli Etruschi per eseguire brani della tradizione toscana.

Morbello cominciò a cantare una sua ottava di permesso del "maggio". E sembrò che l'intera atmosfera s'immergesse nella notte magica dei maggi maremmani. Lo spettacolo chiuse un convegno sulle tradizioni popolari e sulla ricerca etnomusicale a cui parteciparono Roberto Leydi, Diego Carpitella, Pietro Clemente, Cesare Bermani, che rappresentavano la punta avanzata della ricerca antropologica ed etnomusicologica dei canti popolari. (Corrado Barontini).

"...Così ho un ricordo molto intenso delle emozioni che accompagnarono gli eventi di quel giorno, e ascoltando la registrazione dello spettacolo le ho ritrovate tutte: con in più la gioia per le affabulazioni di Morbello, che rendono unico e prezioso questo documento... Le canzoni rispecchiano assai bene  il rapporto molto particolare che avevo col pubblico: tutto era finalizzato a coinvolgere nella ricerca il pubblico stesso  e il passaparola funzionava così bene da informare di ogni mia "esternazione" anche chi non aveva luce elettrica, giradischi o televisione in casa... 

Di qui le lunghe presentazioni delle canzoni dimenticate o del tutto nuove per gran parte degli spettatori; l'abitudine di proporre un gran numero di canti ancora in fieri e l'abitudine di citare gli "informatori" che ho sempre considerato veri collaboratori nella ricerca." ("Caterina Bueno).

 

                                       **************************************

Brunetto Bardazzi - La tradizione mandolinistica pratese nelle esecuzioni dell'Orchestra a plettro Ottocento Toscano

Dopo Ottocento Toscano questo CD fa parte del nostro percorso culturale di ricerca storica sulla musica popolare e non, scritta per strumenti a plettro, nel periodo che va dalla seconda metà dell' '800 alle prime decadi del '900 e che ha visto fiorire un gran numero di composizioni per mandolino e orchestre a plettro, non solo nella nostra regione, ma in tutta Italia.

In questo secondo lavoro abbiamo condotto un approfondita ricerca su un Autore oggi quasi dimenticato: Brunetto Bardazzi (1877 - 1950). Un uomo dell'Ottocento, che ha rappresentato l'ambiente e la cultura musicale pretese per più di cinquanta anni. 

L'idea di riscoprire la tradizione mandolinistica a Prato era da molti anni nella testa di Luca Nistri, mandolinista da sempre e nato in questa città, che da tempo era venuto in possesso del repertorio del "Circolo Mandolinistico Pratese". La ricerca è stata aiutata da un colpo di fortuna. Un componente del gruppo infatti, Pier Corrado Dameli, appassionato studioso della cultura mandolinistica ed assiduo frequentatore di biblioteche e mercatini dell'usato sempre a caccia di notizie e partiture dell'epoca, è venuto in possesso di tutte le carte manoscritte dell'intero corso di studio musicale e di mandolino della nobildonna Clotilde Elisa Banci Buonamici, allieva del Maestro Brunetto Bardazzi. Da qui abbiamo approfondito le nostre conoscenze, non solo dal punto di vista musicale, ma anche da quello umano. 

 

                                         **************************************

Cronache Fatti e Burle ...in Toscana

di Dodi Moscati e Stefano Gragnani

Collana  MUSICA POPOLARE TOSCANA Pegasus  2008

 

 L’ultimo CD della Pegasus, etichetta discografica interamente dedicata alla musica popolare toscana si arricchisce di un’altra perla, la rimasterizzazione  di un vecchio disco che fu il primo album della cantante folk Dodi Moscati, una di quelle tre meravigliose donne (insieme a Caterina Bueno e Daisy Lumini) che hanno dato con la loro voce un contributo essenziale alla conoscenza e alla conservazione del canto popolare toscano. Come nella tradizione della Pegasus il CD non ci offre soltanto canto e musica, ma un libretto cartaceo di 28 pagine con schede, foto, i testi dei quindici brani presentati e le introduzioni di Alessandro Bencistà, Paolo Casini, Giovanni Ballerini, Bruno Casini e Lucia Poli, il tutto con traduzione in inglese.

Questo CD, ripropone il vecchio e introvabile album del 1973 (Con i pugni alzati camminano, uscito anche in audiocassetta col titolo La miseria, canzoni folk toscane) che è anche il primo lavoro inciso da Dodi al tempo della collaborazione con Stefano Gragnani, “frutto di una ricerca musicale, ricorda l’autore, fatta da Dodi e da me nei primi anni Settanta. Partivamo con una Renault bianca un po’ scassata e ci arrampicavamo sul monte Amiata o in paesotti più vicini a Firenze armati di un antidiluviano registratore e tanta voglia di giocare”.

Alcuni dei dodici brani che vi sono inseriti, La miseria che diventerà uno dei suoi successi, un bel maggio fiorentino e le truci vicende nazionalpopolari come L’orrenda madre e La Morettina, che sono la riproposta di un vecchio 45 giri pubblicato da Paolo Poli nel 1961, sicuramente uno dei primi dischi dedicati al folklore toscano che l’ancora giovane attore fiorentino incise interpretando la parte del cantastorie di strada.

 

                                          ****************************************

Nacchere toscane

NÀCCHERE TOSCANE è la prima raccolta organica che viene dedicata a questo antico strumento di percussione in uso fin dal tempo degli Etruschi. Ne abbiamo già parlato nei numeri 3 e 7 di TOSCANA FOLK, dove Corrado Barontini ce ne presenta una documentata storia, che non si ferma soltanto alla tradizione del passato ma tratta anche dell’evoluzione dello strumento che in Maremma è rinato a nuova vita per merito di un artigiano del suono, Ido Corti, classe 1926 ma nato in Francia da genitori maremmani, che ha lavorato sulla forma e sulla materia prima delle nàcchere, cioè il legno, di quercia quelle tradizionali, ma anche di faggio, acero, phitoffero, alloro, limone, tutti ben stagionati, ne abbiamo perfino d’osso. Anche la forma delle nàcchere di Ido è diversa: più grandi, unite da una cordicella come quelle spagnole, variamente scolpite con incavi per una miglior presa.

Ma il suo merito principale è quello di aver trascinato nella sua passione anche dei giovani che ne hanno rapidamente appreso l’uso: il piccolo Alessandro che già a dieci anni, quando le ha incominciate a suonare per la prima volta, sembrava un suonatore esperto; poi Filippo dei Suonatori della Leggera, che dopo poche lezioni di Ido e Corrado è in grado di maneggiarle abilmente. Ambedue sono presenti in questa ampia antologia della PEGASUS, 27 brani che presentano il meglio delle registrazioni musicali con suonatori di nàcchere, dagli anni Settanta fino ad oggi; in rigoroso ordine alfabetico sono: Corrado e Michele Barontini, Alessandro Casini, Ido Corti, Filippo Marranci, Mario Mazzuoli, Carlino Penni e Marco Vergari.  Evidenziamo fra tutti Carlino Penni, scomparso nel 1993 e  ritenuto un maestro nell’area maremmana.

Il C.D., come tutti quelli della collana MUSICA POPOLARE TOSCANA della PEGASUS, è accompagnato da un libretto di 30 pagine in italiano e in inglese, con ampie schede illustrate sulla storia delle nacchere e sui protagonisti. (A.B.)

 

                                          *****************************************

La tazza di Arianna

Nei quattordici brani di questo disco, nei quali emerge, come una guida, la voce di Riccardo Raspi, sono contenute molte storie. Sono le storie dei canti, quelle delle musiche, quelle dei cantori, degli informatori, degli autori dei testi. Molte connessioni si intravedono, il mondo locale in cui i canti fanno per lo più riferimento si allarga e si lega a territori e mondi ulteriori.

Non ci sono più, scriveva Vittorio Santoli, tradizioni strettamente locali dopo la prima guerra mondiale che ha messo in contatto e prodotto scambi e contaminazioni tra i repertori delle molte italie regionali. Ora nel mondo globalizzato in cui ha un ruolo forte e ambiguo la world music, parlare di repertori locali avrebbe poco senso. Le tradizioni sono mescolate da sempre.

Eppure fare il punto su un territorio, intervistare, documentare canti, è sempre un'impresa utile, opportuna, rileva uno stato dell'arte e della tradizione (che è sempre in processo e in mescolanza). Anche avere fatto registrazioni, citare gli informatori che hanno fornito la variante di una canzone fa parte del mondo globale, che è quello che ci ha spinto a tutelare e ricordare i mondi locali.

Quando facciamo ricerca sul campo, come ha scritto James Fernandez, da un lato tuteliamo e valorizziamo la differenza dell voci che ascoltiamo, dall'altro le facciamo conoscere e quindi le mettiamo a disposizione di nuovi ascolti, di nuovi viaggi che possono anche provocare una riduzione delle differenze che amiamo, e operare trasformazioni delle culture studiate. (P.Clemente)

 

                                            *******************************************

Lo scoglio verde, musica popolare dell'Isola d'Elba

 

Finalmente un album musicale dedicato all’isola d’Elba: LO SCOGLIO VERDE; l’ultimo CD di musica popolare della PEGASUS arriva oggi a colmare un vuoto che da troppo tempo si avvertiva nel panorama folcloristico della Toscana. Con questo lavoro la collana musicale creata da Paolo Casini si arricchisce di una perla quanto mai preziosa e rara, sia per il recupero di un materiale che stava per essere dimenticato e irrimediabilmente perduto, che per la professionalità degli interpreti che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera.

Naturalmente vogliamo mettere in primo piano il contributo della gente elbana: Sergio Rossi e Patrizia Piscitello che hanno messo a disposizione le loro ricerche  svolte negli anni ’70-’80 e che per primi si sono dedicati al recupero della tradizione orale dell’isola, la cantante Daniela Soria, che firma l’album, Alessio Montagnani chitarrista e co-autore delle registrazioni, i Cori di Sant’Ilario e di S.Pietro che hanno eseguito i 22 brani contenuti nel CD che, come tutti gli altri prodotti dalla PEGASUS, è accompagnato da un libretto di 32 pagine con i testi e la presentazione in italiano ed inglese.

Fra gli interpreti ci fa piacere ricordare anche l’apporto di alcuni nostri associati ed amici che ci seguono ormai da oltre tre lustri: il mandolinista  Luca Marco Nistri creatore del complesso a plettro OTTOCENTO TOSCANO che, insieme ad alcuni elementi della sua orchestra, Alessia e Francesco Ciofi e Morando Tommaso, ha rielaborato e inciso per la prima volta una pregevole serenata per pianoforte del maestro elbano Giuseppe Pietri (l’autore delle musiche dell’operetta di Augusto Novelli L’acqua cheta). E ancora il fisarmonicista Paolo Biancalani, componente dello storico gruppo Maledetti Toscani, che interpreta un’antica melodia dedicata a Portoferraio; Jamie Marie Lazzara, la violinista che ha accompagnato per oltre dieci anni Caterina Bueno; Sandra Pieraccini, già fisarmonicista del Coro degli Etruschi e accompagnatrice di Lisetta Luchini e infine, lo segnaliamo per ultimo, il giovane Alessandro Casini ormai cresciuto (anche troppo) e qualcosa di più del bambino che a nove anni aveva dato un saggio della sua bravura impugnando le nacchere maremmane (vedi TOSCANA FOLK n. 10); lo ascoltiamo al clarinetto nella esecuzione di Serenata elbana, brano composto nel 1937 dal maestro Pietri; anche questa una prima pubblicazione su CD. Con Lo scoglio verde la PEGASUS raggiunge  tredici album che raccolgono una cospicua parte della musica popolare Toscana. (A.B.)

 

                                             ***************************************

In Maremma

Il titolo di questo CD è ispirato dall'omonimo romanzo di età vittoriana della scrittrice britannica Marie Louise de la Ramée, in arte Ouida, pubblicato in Italia nel 1896 e riproposto in riedizione critica da Semper nel 2008. Ouida,trasferitasi in Toscana nel 1871, ha voluto rendere omaggio ad una terra che nei decenni di fine Ottocento rappresentava ancora una destinazione "maledetta".

Quanto al CD del Coro degli Etruschi, cosa aspettarsi? La Maremma nella sua interezza; brani d'epoca risalenti ai primi anni della fondazione del Coro opportunamente rimasterizzati e qui riproposti per la prima volta assoluta, alternati a tracce moderne registrate dal dicembra 2009 al gennaio 2011 non effettuate in studio, ma dal vivo o in contesti più consoni sia al Coro che al tipo di musica che si è voluto riproporre ... si spazia quindi dalla cantina di Moraldo allo spettacolo dal vivo al Teatro degli Industri a Grosseto.

Come si fa a non rimanere colpiti dagli attacchi intensi, talvolta lancinanti, della voce di Morbello Vergari in "A testa bassa", oppure "In Maremma", dalle riprese dei ritornelli di Sesto Vergari, di Moraldo Pompili. Oppure dalle voci soliste dei controcanti di altri brani come "Bondì e bongiorno" e "Bella se voi veni'". E ancora: "Angelina",  "E dammi un ricciolo", ma anche i brani strumentali a ballo con l'accompagnamento delle nacchere toscane (o gnàcchere). Sentimenti la cui intensità sembra appartenere al passato, ma che invece è qui tra noi, magari anche in altre forme. (Paolo Casini). 

 

                                                  *************************************+

Canti tradizionali toscani

Canti tradizionali toscani, (1° Canti lirici, canti narrativi tragici) - Canti tradizionali toscani, (2° Canti narrativi lieti, di lavoro, Religiosi, Iterativi) - Canti tradizionali toscani, (3° Canti infantili, Rituali e di questua, Sociali, di prigionia, militari e di guerra, Zinganette, A ballo, D'osteria) 

 

Mancava nel panorama del canto poplare toscano il contributo autorevole e completo del Maestro Claudio Malcapi, musicista, violinista e direttore d'orchestra, che pur di origini genovesi, ha sempre accompagnato con le sue tradizioni musicali la ricerca sul campo di noti etnomusicologi come Dante Priore, e Alessandro Fornari.

Quest'ultimo era suo amico e responsabile dell'iniziativa stessa di Malcapi al canto di tradizione orale toscano, difatti Alessandro Fornari era corista  della Martinella, coro polifonico fiorentino inizialmente specializzato in canti di montagna, di cui Malcapi era fondatore e direttore. Per richiesta di Fornari infatti furono introdotti nel repertorio del Coro alcuni canti popolari toscani e così tutto ebbe inizio.

La serie di questi tre Cd, ognuno accompagnato da un libretto di 32 pagine, è quindi la testimonianza di questo percorso ed è un evento importante che rende fruibile a tutti il poderoso lavoro di elaborazione e armonizzazione svolto dal Maestro, dei canti "classici" toscani, divisi per giunta per settori: "Canti lirici", "canti narrativi tragici", "canti di lavoro", "canti religiosi", etc, in tutto 57 brani, insomma praticamente ci sono e moltissimi ricercati sul campo da A.Fornari.

Canta il Nuovo Quartetto Vocale Toscano formato da: Enrico Vannucci I tenore, Cesare Cristofolini II tenore, Renato Galasso baritono, Giulio Pacifici basso. Il quartetto si è costituito nel 1999 ed ha svolto intensa attività concertistica fino al 2009 anno in cui si è sciolto.

Le voci sono belle e curate come si addice ai professionisti. Questi canti sono tratti dalla non meno importante pubblicazione CANTI TOSCANI della Libreria Editrice Fiorentina edita nel 1981, ed altre pubblicazioni della ricerca di Alessandro Fornari, testi ancora oggi fondamentali, esempio raro di armonizzazione di melodie popolari toscane a quattro voci che invece sono consuete in regioni del nord.

Le armonie proposte dal Maestro sono eleganti e mai scontate, trattate in modo emotivo, seguendo il testo con grande maestria di musicista e strumentista, poiché la musica innanzi tutto è passione e non potrebbe essere altrimenti. (L.Luchini)

 

                                                   ****************************

Quando ne vai in Maremma

Iniziativa certamente inconsueta nel panorama della musica popolare quella di abbinare un CD in omaggio ad un mensile cartaceo.

E' quello che èstato possibile fare con questo CD celebrativo dei quaranta anni del Coro degli Etruschi (fondato dal poeta Morbello Vergari nel 1974) ed il numero di ottobre 2014 della rivista Maremma Magazine. Tutto ciò grazie alla produzione congiunta di Paolo Casini, dello stesso Coro e della rivista, oltre ai contributi della Confederazione Italiana Agricoltori di Grosseto, della GG Serramneti sempre di Grosseto e della Pro Loco di Batignano. Ventuno brani per un totale di 72 minuti di musica.

La tradizione canora maremmana e toscana in generale, ha costituito per quaranta anni la fonte alla quale il Coro si è ispirato, non stancandosi mai di riproporre, a chi volesse ben ascoltare, un vasto repertorio descrivendo l'anima profonda delle popolazioni che hanno fatto la storia della terra maremmana. Terra tradizionalmente ospitale, dove la bellezza del territorio, talvolta anche aspro, si coniuga con preziose risorse umane e naturali.

In questo CD troviamo dunque le voci, le melodie, le storie minime (ma anche quelle grandi) della Maremma tutta che il Coro degli Etruschi ha saputo riscoprire, riproporre e rivalutare per affidarle al futuro. Non è un caso che oggigiorno molti gruppi di questo spicchio di terra toscana ripropongono brani popolari con uno stile, ma anche con arrangiamenti, che potremmo definire "all'uso del Coro degli Etruschi".

Non mancano le rielaborazioni. Il Coro infatti in questi quaranta anni non si è accontentato soltanto di riscoprire, ma anche di proporre con il suo sentire brani scritti da autori contemporanei; ne è un esempio Questa è la terra mia di Salvo Salviati.

Potrete apprezzare anche le diverse modalità di canto trasformatesi nel tempo. Dalle registrazioni degli anni Settanta, sino alle ultime che hanno catturato un retaggio ancora appartenente alla cultura contadina, fino a quelle di qualche mese fa, fra cui quella che dà il titolo al CD, caratterizzate da una modalità decisamente diversa.

Quelle del Coro degli Etruschi sono voci "libere" ma certamente educate e plasmate, nella maggioranza dei casi, dall'esperienza diretta, dal contatto cioè con lo stesso substrato dal quale i canti e le storie sono nati. Ecco quindi dipanarsi dal CD i canti di questua (La Befana, Maggio degli Olmini), le serenate (Son l'undici di notte),le ninne nanne (Pecoraio in quel poggetto), i canti d'osteria ed infuocate suonate strumentali ritmate dalle "gnacchere".

Il CD è impreziosito dalla presenza di alcuni ospiti e amici del Coro: la voce di Lisetta Luchini, gli effervescenti Suonatori della Leggera, oltre a Ido Corti ed Alessandro Casini alle nacchere.

 

                                                *****************************************